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Ci siamo quasi.
Dal 1° gennaio ed entro il 30 giugno 2007 ogni lavoratore dipendente dovrà decidere cosa fare dei versamenti a venire del proprio T.F.R. (Trattamento di Fine Rapporto, la vecchia liquidazione insomma) e, dettagliatamente, se continuare con il sistema vecchio (mantenere il tfr in azienda e percepirlo all’atto di cessazione del rapporto di lavoro) oppure se rinunciarvi per aderire ad uno di quei meccanismi di gestione del denaro chiamati “fondo pensione”, per mezzo dei quali poter integrare la propria pensione con una quota di denaro a parte.
Nel marasma di informazioni -più o meno ufficiali e più o meno pubblicitarie- che si trovano in merito a questo lucrosissimo (parliamo di 14 miliardi di euro all’anno di versamenti TFR) argomento e, parlando non da esperto del settore, ma da cittadino comune e lavoratore direttamente coinvolto, m’interessa in questa sede, fare un po’ di chiarezza riguardo alle varie voci che si sentono o quantomeno fare un po’ di luce sui punti più scottanti, demandando l’approfondimento delle problematiche macroscopiche o delle situazioni specifiche ad altre sedi e modi.
In Rete (internet) le informazioni sono moltissime, ma tra le fonti che mi son parse più serie ed accreditate cito le seguenti:
http://www.tfr.gov.it/tfr/homeTFR.htm –> il sito istituzionale della Riforma previdenziale complementare.
http://www.beppescienza.it –> sito del prof. Beppe Scienza, autore de “Il risparmio tradito”, professore di matematica all’università di Torino.
http://www.asterisk.it –> Associazione Tutela Risparmiatori e Consumatori di Bolzano.
Innanzitutto delineiamo il quadro:
Quali i problemi principali di questa “proposta”?
Nel caos generato dal “marasma istituzionale” di questo periodo (elezioni politiche, elezione del Presidente della Repubblica, insediamento del nuovo governo, elezioni amministrative), ben pochi osservatori e commentatori si sono curati di riservare uno spazio consono al fondamentale (quanto raro ed importante) appuntamento dei prossimi giorni.
Il 25 e 26 giugno 2006, infatti, tutti i cittadini italiani aventi diritto saranno chiamati alle urne per esprimersi in merito al referendum consultivo sul testo di legge costituzionale recante le «Modifiche alla Parte II della Costituzione». In pratica dovranno decidere se confermare o meno le modifiche alla seconda parte della carta fondamentale del Nostro Ordinamento, approvate dal Parlamento nella passata legislatura.
Prima di accennare ai punti fondamentali di tali modifiche è opportuno premettere quanto segue:
Appurate tali premesse è ovvio e automatico che andare a votare al referendum richieda un minimo di consapevolezza, ed è altrettanto ovvio per lo scrivente fornire una chiara e precisa indicazione a votare NO e bocciare così le modifiche introdotte.
Quali sono dunque i punti più controversi della “riforma”, al di là del becero metodo utilizzato per la sua approvazione?
Essi sono raggruppabili nelle seguenti categorie:
che di seguito -e brevemente- si possono esplicare.
1. introduzione del cosiddetto “super-premier”, cioè il primo ministro “coi super poteri”:
Tutto ciò è estremamente pericoloso per l’enorme potere di ricatto che egli potrebbe esercitare sul Parlamento, trovandosi così detentore sia del potere esecutivo che di quello legislativo, alla faccia di Montesquieu.
Non sembra neanche un film di Woody Allen, questo “Match Point”, pur essendo un film profondamente “alleniano”.
Il film è ottimamente diretto ed interpretato, con dialoghi che nella prima parte sfiorano la perfezione tanto son calzanti e con attori perfettamente a loro agio nei panni di borghesi viziatelli o di moderni parvenu senza scrupoli. Il protagonista Chris (Jonathan Rhys Meyers) in particolare è una summa crescente di abilità interpersonali, passioni, nevrosi e varie disturbanze; impressionante per l’interpretazione ma soprattutto per il ruolo: un mix grottesco di attrazione – detrazione che volgerà al chiaro solo in finale d’opera.
Anche le trovate tipiche di Allen permangono e funzionano, ricco com’è il film di citazioni di Dostoevskij (il protagonista legge “Delitto e castigo”) e financo Sofocle (“La sorte migliore per gli uomini sarebbe non essere mai nati”), ma ciò che lo fa differire dalle ultime -bollite- commedie per appassionati è l’atmosfera generale, profondamente cupa e pessimista.
Il senso della vita si riassume nella frase portante di inizio: “La gente ha paura ad ammettere quanto conti la fortuna nella vita”, che viene più volte ripresa nel corso della vicenda e diventa estremamente inquietante per la deriva che l’autore decide di intraprendere nella seconda parte della pellicola, virando l’opera verso il noir “classico”.
Allen tratteggia splendidamente l’ipocrisia moderna della famiglia alto borghese, ma non si limita a quello: lo scopo principale è di mostrare come possiamo essere piccoli, infidi e vuoti noi esseri umani, e nonostante ciò restare “belle persone”. Quanto fortuna ed egoismo guidino le nostre “supposte” scelte e quanto in realtà sia labile il confine tra ciò che è moralmente qualificante e squalificante.
La tesi è quindi chiara: quanto siamo disposti a metter in gioco di noi stessi nella vita? Quanto l’amore e la passione influiscono sulle nostre scelte? Allen, nel suo rigoroso romanticismo, da una risposta molto poco romantica.
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Trovo che il cinema, congiuntamente alla letteratura o alla musica, sia uno dei modi più semplici ed interessanti per chi si voglia avvicinare, con le debite contestualizzazioni e limitazioni, alla cultura del “centro del mondo” (“Cina”, in cinese). Nel gran clamore che il “fenomeno Cina” sta suscitando a livello mondiale, spesso ci si sofferma molto sugli aspetti e peculiarità socio-politico-economiche che quell’immenso Paese sta mostrando e forse meno o troppo poco sul fermento culturale -intrisecamente correlato alle prime- che da lì muove. Tra le più popolari e potenzialmente “sovversive” espressioni di tal stampo uno spazio rilevante lo ha la cinematografia asiatica -e cinese- moderna.
Un contributo non da poco a tale “sdoganamento” va certamente riservato al “Far East Film Festival” di Udine, che ormai da 7 anni a questa parte raduna nella nostra area cineasti ed appassionati del settore, ma anche l’apertura della 62esima Mostra del Cinema di Venezia con “Seven Swords” del “mitico” Tsui Hark (da più periodici frettolosamente definito “lo Spielberg cinese”) e l’assegnazione della direzione artistica della stessa ad un sinofilo come Marco Müller, sono indubbiamente uno specchio dei tempi.
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Voci dall’associazione…
Anno nuovo, nuovi sviluppi e molte possibilità per “La Ruota”.
Un punto nodale per lo svolgimento delle attività della nostra Associazione è rappresentato dal recepimento delle proposte di programmazione sin qui avanzate dal pubblico partecipante (e non) alle iniziative precedenti. Ci pare pertanto interessante pubblicare i risultati “preliminari” dello spoglio dei questionari fin qui ricevuti (Novembre – Dicembre 2004).
E’ necessario precisare come in tale ottica il discorso non si esaurisca qui: proporremo ancora questionari o inviteremo in altri modi il “pubblico” ad esprimersi nel merito delle attività che svolgiamo. Un buon “feedback”, tanto più se critico, unito alla fiducia dei propri sostenitori sono elementi imprescindibili, non per piaggeria, ma per autentico desiderio culturale e stimolo ad un continuo miglioramento.
Anche per questo evitiamo di addentrarci dettagliatamente in un’analisi dei risultati (es. “Cineforum” e “Linguaggio cinematografico” si trovano rispettivamente al primo ed ultimo posto delle preferenze, il che stimola una riflessione sulla chiarezza del questionario), ma risulta evidente che se le prime 4 voci da sole rappresentano il 30% del totale è ad esse che più volgeranno i nostri sforzi, almeno in questa fase. La serata sui pannelli solari si inserisce pertanto in tale impostazione di risposta e scambio continuo.
Speriamo che quella del 18 Febbraio funga da incipit ad un ciclo più ampio sull’energia e le fonti rinnovabili, tema che merita più di un approfondimento, anche se, chiaramente, a seconda delle possibilità e occasioni che ci si presentino, potremmo scostarci dalle linee-guida rappresentate nel grafico (un esempio è la già prevista serata del 25 Febbraio su Banca Etica, di cui tratteremo in dettaglio nel prossimo bollettino). Stay tuned.
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